Siamo spiacenti, ma il download del contenuto รจ disabilitato.
logo

La Festa

Q

uando verso il 1325 il potente Vescovo Guido Tarlati decise di liberarla dalle costruzioni interne per destinarla a strategica fortezza, presidiata dalla maestosa torre, nessuno avrebbe certo immaginato che di lì a “soli”(!) 677 anni l’area del Cassero sarebbe diventata il palcoscenico per una Festa che di quei periodi facesse rivivere almeno gli aspetti più gioiosi ed… appetitosi.

E questo ancora fino almeno agli ultimi decenni del 1900, (e qui non andiamo per citazioni, ma a sicura memoria) quando l’ormai rinominato “Piazzale del Cassero” – sovrastante la collina su cui sorge Castiglion Fiorentino – è stato prima la palestra di diverse generazioni che si erano sfidate nei campi asfaltati di pallavolo e pallacanestro che vi erano stati ricavati, poi un ambiente completamente abbandonato a se stesso e consegnato alla vegetazione spontanea (…ci cresceva però un buon “finocchio”, utilissimo per saporire arrosti e porchetta…), successivamente un luogo rifrequentato e ripulito – con i loro poveri mezzi – da alcuni giovani dell’Oratorio che aveva sede in spazi adiacenti a quello; è arrivata poi la sospirata “riqualificazione dell’area”, decisa dall’Amministrazione Comunale e le cose hanno cominciato a prendere una piega diversa.

Nello stesso periodo, si sono svolte importanti campagne di scavo – alcune ancora in (lento) corso – che hanno spostato a ritroso di parecchi secoli le lancette del tempo, ridefinendo le origini dei primi insediamenti abitativi nella zona.

I

nnegabile però che dal 2002 sia stata proprio la Festa Medievale BiancoAzzurra, (sì, quella a cui il Vescovo Guido non avrebbe mai pensato) a consentire definitivamente a tutta l’area del Cassero di essere conosciuta e vissuta da decine di migliaia di persone: pur dovendo talvolta superare degli inevitabili intralci logistici, tutto il complesso nel quale si trovano la Torre, la biblioteca, il museo archeologico, l’archivio, la Chiesa di S. Angelo (la più antica all’interno del centro storico) e la pinacoteca hanno potuto infatti fare bella mostra di sè ad un pubblico proveniente da tutta Italia e dalle nazioni europee che hanno un feeling maggiore con le numerose ed ottime strutture agrituristiche presenti nel territorio castiglionese.

La Festa Medievale Biancoazzurra, fortissimamente rivendicata e tenuta ben stretta dal Rione Cassero, è ormai patrimonio dell’intera comunità, anche se il settore terziario è sicuramente quello che ne trae i maggiori benefici; logico del resto che sia così in una città che da qualche anno ha acquisito il diritto di sventolare la prestigiosa bandiera arancione del Touring Club.

L

a Festa Medievale BiancoAzzurra non si spaccia per una rievocazione: il Rione Cassero non ha partecipato al “giochino” ormai in voga in molte zone e che ha portato certi comitati a crearsi ex novo (= inventarsi) un fatterello accaduto nella tanto vituperata “età di mezzo”, quasi che questo potesse nobilitare una manifestazione nata altrimenti per scopi sicuramente legittimi quali quello di far conoscere meglio un determinato borgo e, perché no, consentire il sostentamento ad associazioni operanti nei vari territori.

Il Rione Cassero ha invece trovato al suo interno “il fatto”, la scintilla che ha portato all’organizzazione di un evento di una così ampia risonanza: oggi, a distanza tutto sommato di pochi anni, la Festa Medievale BiancoAzzurra è un palcoscenico ambito dagli artisti più qualificati nel settore; la bontà dei prodotti proposti dalle ostesse delle taverne ha superato l’esame più difficile e selettivo, quello del “passaparola”, che sappiamo quanto possa essere impietoso.

L'

accoglienza al Piazzale del Cassero è davvero eccezionale: l’assenza di “gabella”, che in questi tempi di vacche magre non è certo da disprezzare, è già un buon viatico; la cura prestata nella ricostruzione delle taverne e comunque di tutto l’ambiente, compresi i costumi dei “figuranti-operanti”, colpisce immediatamente l’occhio del visitatore che, specialmente dopo il tramonto, rimane davvero ammaliato dalla bellezza dell’ambiente in cui si trova a trascorrere una piacevolissima serata in compagnia di amici. Sappiamo che era un tipo tosto, ma un grazie al Vescovo Guido, alla fine, dobbiamo davvero farglielo…. certi poi, che se avesse dovuto scegliere, avrebbe sicuramente simpatizzato per il grande Rione Cassero!

Grazie a tutti voi per l’accoglienza e per l’attenzione nei confronti nostri e di tutti gli artisti intervenuti. Auguri per il futuro della vostra bella festa.
- Octava Rima, Prato -